Eccoci qui. Finalmente.
Il periodo più buio e tormentato di cui abbia memoria è passato e le cose sembrano ristabilirsi.
E' stato come quando una macchina sbanda sul bagnato e uno cerca di rimettersi allineato con un brusco movimento di sterzo, sapendo che quella mossa lo farà sbandare ancora di più ma sperando per una volta di sbagliarsi; ma in genere ci azzecca sempre e l'unico effetto che ottiene è quello di sbandare ancora di più.
In questi ultimi 5 mesi tutto andava male, più mi sforzavo e più affondavo; a pensarci a mente fredda (quasi fredda, è passato troppo poco tempo) in realtà la sensazione che mi atterriva maggiormente è stata l'inerzia delle cose, la staticità delle situazione a fronte del mio impegnarmi, la frustazione di non riuscire più a combinarne una giusta.
Proprio in questo ho letto "L'arte della guerra" di Sun Tzu (comprato solo per levarmi gli spiccioli di dosso ma rivelatosi molto valido) si dice che "ciò che costituisce un'asperità, deve essere considerato un vantaggio"; in pratica Sun Tzu dice che non esistono situazioni assolutamente vantaggiose o assolutamente svantaggiose, ma tutto dipende da come le si vede; il modo più facile per perdere qualcosa è volerlo troppo.
Questo mi ha fatto tornare alla mente un insegnamento del mio maestro di kickboxing, ovvero il sottrarre all'avversario tutto ciò che può fornirci e ritorcergli contro la propria forza (se non sbaglio è il principio alla base del judo...); mi è tornato alla mente perchè anche il mio amico cinese Sun Tzu, evidentemente influenzato dal Taoismo, suggerisce di non agire lasciando ogni iniziativa all'avversario.
Ora, è evidente che io non avevo nessun esercito da sconfiggere, però ho capito che mi stavo ferendo da solo, che ero io ad alimentare il fuoco sotto la pentola in cui ero io stesso a bollire e così mi sono autocostretto a fermarmi.
Completamente.
Ho mollato tutto e ho cercato, per quanto possibile, di prendere la vita positivamente, con l'idea che niente accade per caso e che quindi era tutto sommato sprecare energie a battere testate sui muri, perchè quelle energie sarebbero servite poi (cosa poi puntualmente verificatasi); quando smetti di combatterlo, il tempo diventa il tuo migliore alleato.
Tutto si è risolto dunque ? Ni.
Nel senso che in qualche caso la cicatrice è rimasta e non andrà mai via, in altri il dolore della botta è passato ma ci sono ancora i lividi.
Ho anche rimesso in discussione tutti i miei rapporti con le persone che mi circondano, cercando di simulare la massima normalità, per vedere chi mi era davvero vicino, e ho osservato le reazioni.
La stragrande maggioranza di loro ha continuato a vivere come se niente fosse e pochissime di loro hanno cercato di aiutarmi, capendo che l'unica cosa da fare era lasciarmi fare, perchè ne sarei potuto uscire solo con le mie gambe.
Non credo che le persone siano fatte per stare sole, è per questo che se si trova qualcuno a cui si tiene sul serio bisogna lasciar perdere le cose di poco conto, perché niente è peggio che sentirsi soli pur avendo un sacco di persone attorno.
Lasciando fuori da questo discorso la famiglia (sapete benissimo quanto siete importanti, no ?), una volta mi sono reso conto di quanto sono fortunato ad avere a mio fianco una persona che si integra perfettamente con il mio carattere (un po' da orso talvolta...).
Sono ormai 10 anni che ci completiamo alla perfezione senza avere ruoli fissi, con la certezza di trovare nell'altro un punto d'appoggio in qualsiasi momento; ci scambiamo continuamente i ruoli di roccia, di fiore, di uragano, di farfalla a seconda della situazione da affrontare.
Solo quando penso a Carmen, ma ci penso seriamente mi rendo conto che il resto è per me solo un dettaglio: le diete ipocaloriche, il congresso del PD e quello del PDL, la tv al plasma, le connessioni wireless, l'Onu, il riciclaggio, i Grammy latino-americani, i Grammy veri, le paghe dell'Inter, tutti i fascisti, tutti i comunisti, tutti gli ospiti dei talk show...
Il fatto è che ogni rapporto ha bisogno di attenzioni; quando queste attenzioni non sono un peso ma una necessità, quando lei riesce a rendere la fatica un'immenso piacere, abbiamo di che sorridere.
Io non credo nel destino, molto dipende da noi e ad ogni azione corrisponde una reazione; dopotutto si dice che il battito d'ali di una farfalla può cambiare ogni cosa.
A volte in meglio, anche se all'inizio non sembra.
Ma con tanta parte della vita affidata al caso non posso fare a meno di chiedermi: "E se fosse andata in un altro modo ?"
venerdì 11 aprile 2008
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2 commenti:
Il fiume era straripato e ha avuto un momento difficile,ma sembra aver trovato un nuovo corso e dobbiamo solo aspettare che assesti il suo letto...
ma come siete diventati confucio nanni!!! il fiume che scorre, la farfalla che batte le ali, l'uragano...miiiiiiii...possiamo venire da voi a prendere appunti per un prossimo best-seller di ricerca spirituale???
;-)
bravissimi amici-ci.
VVTB
stefano & francesca
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